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Sostegni Bis: approvato il pacchetto di misure da 40 miliardi di euro

Superata l’impasse nata sul tema dei licenziamenti, il decreto Sostegni bis, ribattezzato Imprese, lavoro, giovani e salute dal governo, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.123 del 25.05.2021 ed entrato in vigore dal 26 maggio.

Sostegno alle imprese, credito, salute, lavoro, scuola: il nuovo Decreto Sostegni bis varato dal governo Draghi si muove su diverse direttrici e prevede uno stanziamento di circa 40 miliardi di euro, a valere sullo scostamento di bilancio già autorizzato dal Parlamento, al fine di potenziare ed estendere gli strumenti di contrasto alla diffusione del contagio e di contenere l’impatto sociale ed economico delle misure di prevenzione che sono state adottate.

Ma andiamo ad analizzare la struttura del Decreto e le principali misure di interesse per le aziende.

Gli interventi previsti si articolano su 7 principali linee di azione:

  1. sostegno alle imprese, all’economia e abbattimento dei costi fissi;
  2. accesso al credito e liquidità delle imprese;
  3. tutela della salute;
  4. lavoro e politiche sociali;
  5. sostegno agli enti territoriali;
  6. giovani, scuola e ricerca;
  7. misure di carattere settoriale.

Titolo I- Sostegni alle imprese, all’economia e abbattimento dei costi fissi

  • Misure urgenti a sostegno del settore turistico e bonus alberghi (Art.7)

Al comma 5 dell’art.7 viene prorogato di un anno la misura del credito d’imposta per la riqualificazione ed il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, prevedendo uno stanziamento pari a 100 milioni per l’anno 2022.

  • Misure urgenti per il settore tessile e della moda (Art.8)

Il Decreto Sostegni-bis ….

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Cosa è l’Evidence Based Investing (EBI)

“Il pessimista si lamenta del vento. L’ottimista aspetta che cambi. Il realista aggiusta le vele”. William A. Ward

L’Evidence Based Investing (EBI) è un approccio disciplinato alle decisioni investimento e di “manutenzione” del portafoglio finanziario. Disciplinato perchè si basa sulle evidenze accademiche e sui dati. Un altro requisito fondamentale è che le fonti accademiche siano state sottoposte alla revisione paritaria (peers review) ovvero devono, a loro volta, essere state validate dalla comunità scientifica.

Anche i ricercatori e gli esponenti del mondo accademico possono, infatti, essere vittime di abbagli. L’EBI cerca pertanto di tenere fuori dalle scelte di investimento gli errori comportamentali, le notizie inutili e fuorvianti, i suggerimenti interessati, le storie affascinanti ma non verificabili, in pratica tenere fuori il rumore di fondo inutile e dannoso.

In altre parole l’EBI ha l’obiettivo di aumentare le probabilità di successo e di ridurre il rischio inteso come probabilità di non raggiungere i propri obiettivi finanziari.

Potresti pensare che quanto sopra debba essere l’operatività standard dei professionisti della consulenza finanziaria e delle istituzioni che essi rappresentano. Del resto cosa mai potrebbe essere più scientifico che trattare numeri, rendimenti passati, probabilità di rendimenti futuri, gestione del rischio finanziario?

Purtroppo non è così. Errori comportamentali, emozioni, mancanza di un approccio scientifico, scarsa dimestichezza e consuetudine con la ricerca e la produzione accademica, meccanismi di remunerazione che confliggono con gli interessi degli investitori, budgets di vendita, rendono questo approccio difficilmente praticabile dalla maggior parte del mondo della consulenza finanziaria.

Cosa dovrebbe fare l’investitore per controllare che, nelle decisioni di investimento che lo riguardano, venga applicato un metodo scientifico? Pretendere che, per ognuna delle fasi descritte di seguito, venga utilizzato un criterio, un protocollo, un metodo basato sui dati e sulle evidenze scientifiche:

  • Decisione di allocazione iniziale delle risorse finanziarie, ovvero: in cosa investire ed in quali percentuali;
  • Manutenzione e monitoraggio del portafoglio, ovvero quali attività porre in essere successivamente all’allocazione iniziale: cadenza temporale degli interventi e tipo di interventi;
  • Investment review, ovvero disporre di un sistema completo di misurazione della performance in grado di valutare il funzionamento di ogni componente del processo di investimento.

Per ognuna di queste fasi e prima che l’investimento abbia inizio, l’investitore dovrebbe pretendere evidenza scritta e dettagliata delle regole operative di gestione del rischio e dell’impianto strategico e decisionale sottostante alle decisioni di investimento iniziali e di successiva manutenzione del portafoglio. Riuscire ad ottenere questa documentazione è un segnale assai favorevole; non riuscire ad ottenerla, oppure ottenere solo generici proclami e dichiarazioni di intento è un indizio certo che i tuoi investimenti sono in balia dei mercati finanziari, del caso e di “attenzioni” che nulla hanno a che fare con la tua prosperità finanziaria.

Ora che ne sai di più sapresti dire in quale delle tre fasi in basso interviene il consulente finanziario che opera secondo i principi dell’evidence based investing ed in quali assolutamente no? Scrivilo nei commenti.

Luca Cirillo | lucacirillo.it